Un improvviso ritorno al Medioevo: negli Stati Uniti ritorna il divieto di aborto

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Fonte Immagine: lastampa.it

Da oggi ogni singolo Stato potrà scegliere liberamente se ammettere o meno tale diritto

Il 25 Giugno 2022, la Corte Suprema degli Stati Uniti ha cancellato in un colpo il diritto all’aborto, annullando  la storica sentenza Roe vs Wade: ora i singoli Stati potranno scegliere di vietare l'interruzione di gravidanza, ribaltando la storia degli ultimi 50 anni.

Nello specifico la storica sentenza del 1973 riguardava la richiesta dello stato del Mississippi di riconoscere la propria legge sull’aborto che vietava l’interruzione di gravidanza dopo 15 settimane di gestazione. Oggi, il diritto di abortire non verrà più garantito a livello nazionale negli Stati Uniti , ogni stato potrà decidere da sé come intervenire in materia. Sembra un vero e proprio ritorno al Medioevo : sul New York Times , che ha riportato le parole dei giudici della Corte, si legge : “«La Costituzione non garantisce un diritto all’aborto , l’autorità di regolare l’aborto torna al popolo e ai rappresentanti eletti.  Ora spetterà ai singoli Stati decidere sul divieto, e in Texas e Missouri già brindano. Ma «non è finita», quella della Corte «non può essere l’ultima parola», assicura Biden, che ha lanciato un appello al Congresso per ripristinare l’accesso all’interruzione di gravidanza con una legge federale.” Nel frattempo le donne potranno recarsi negli Stati dove abortire è permesso, con le garanzie mediche previste dalla Food and drug administration, l’ente americano del farmaco. “Ma il fatto è che non ne resteranno poi molti, visto che sono già 22 gli Stati che hanno varato “trigger law”, leggi grilletto, destinate ad entrare immediatamente in vigore ora che lo scudo della Roe è caduto”

Come funziona in Italia?

In Italia,  la Legge 194/1978 ha riconosciuto il diritto di interrompere la gravidanza entro i primi 90 giorni; oltrepassato questo periodo , l’interruzione può essere praticata solo in determinate circostanze:

  • La gravidanza o il parto comportino un grave pericolo per la vita della donna
  • Siano accertati processi patologici tra cui quelli relativi a rilevanti anomalie del nascituro  che determinano un grave pericolo per la salute fisica o psichica della donna

Ma dal 25 giugno, la donna non ha più libertà di scelta: la sua vita è nelle mani dello stato di appartenenza e questa condizione non rappresenta solo una privazione del diritto fondamentale di libertà, ma dal punto di vista sociale le ripercussioni saranno fortissime: cosa accadrà soprattutto a quelle donne vittime di violenza che non potranno più scegliere di abortire o meno? Una doppia violenza , sia fisica che mentale, quella che si è verificata con la decisione della Suprema Corte degli Stati Uniti.

Cosa sceglieranno di fare gli altri Stati?


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